Terapia intensiva democratica

A Zigo Zago c’era un mago con la faccia blu. E io questo mago lo vorrei alleato!
(Corrado Guzzanti che imita Walter Veltroni)

Il Partito Democratico non è mai decollato veramente, anzi, versa in uno stato comatoso preoccupante. Da pochi giorni è online la nuova trovata, rigorosamente retesocialewebduezero, che dovrebbe aiutare la dirigenza del partito a tenere in vita la creatura. Più che altro sembra un vero e proprio strumento di terapia intensiva, ma nutro forti dubbi sulla sua efficacia. La mollezza politica di Weltroni e l’incapacità colpevole della dirigenza post-diessina non possono essere curate con uno strumento scopiazzato dal modello CurrentTV. Riuscisse anche ad alimentare un senso di appartenenza che, francamente (come direbbe il Baffetto da diporto), trovo scarsamente estendibile, non ci sono innovazioni pseudoteconologiche che possano curare l’unico vero male originale di questo partito moderat-stalinista: e cioè, che il pesce puzza dalla testa. Fintanto che questo progetto sarà in mano (ostaggio?) alla vecchia oligarchia post-comunista, sarà solo un gran bello spot pubblicitario, che tipicamente nasconde un prodotto scadente e fallato. Nel frattempo il popolo degli speranzosi potrà nuotare nella vaschetta 2.0 di YouDem.Tv senza produrre la minima oscillazione al vertice. Nel loft, che altrimenti non sarebbe un loft, c’è posto per pochi. Pochi e selezionati. Sempre gli stessi … “diciamolo”.

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Recipiente per cose preziose

il logo di HULU

il logo di HULU

Hulu funziona. Su Wired c’è un articolo molto esauriente, che racconta un po’ di retroscena sulla nascita della piattaforma e sul suo attuale stato. Cos’è Hulu? Si potrebbe descrivere come una sorta di YouTube, ma la differenza sostanziale è che i contenuti non sono condivisi dagli utenti, come vuole la grammatica del social network, bensì sono pubblicati direttamente da chi li produce. Hulu è il primo, serio, tentativo di superare la televisione e distribuire film, serial tv, programmi di ogni genere, attraverso il web. In streaming. Gratis. Leggendo l’articolo si capisce che le difficoltà sono molte, soprattutto in termini di investimenti e di reale capacità di rientrare degli stessi, ma si comprende anche che la piattaforma funziona. Prodotti televisivi e cinematografici a disposizione con un click. Inseriti in un meccanismo simile a quello dei social network, e con diversi strumenti a disposizione degli utenti. E’ come avere un videoregistratore con la memoria storica, con cui è possibile rivedere a piacimento cose vecchie e nuove, senza alcun vincolo temporale. Una manna per i maniaci dei serial tv, come me. Al momento, però, il servizio è disponibile solo per gli utenti statunitensi. Quando potremo goderne anche qui in Italia, non è dato sapere. Certo che sarebbe un brutto colpo per SKY, digitale terrestre e monopoli vari. Non vedo l’ora!

Finally, after decades of dictating what we can watch and when, the networks would be reduced to a Web widget, functioning at the user’s whim. Just as it should be. (Frank Rose, Wired)

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