Afterhours a Scalo 76

Questo pomeriggio gli Afterhours sono stati ospiti a Scalo 76 su Rai Due. L’esibizione dal vivo de “Il paese è reale”, brano vincitore del premio della critica a Sanremo, è stata veramente energica, ma è la canzone in sè ad essere “potente”. Guardate il video se non ci credete o se ve li siete solo persi in diretta!

Menzione speciale a Mao, che da gran talento qual è, ha offerto nella intro una versione strepitosa di “Male di miele”.

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Dir la verità è un atto d’amore

Il pezzo che gli After hanno portato a Sanremo è talmente di un altro livello rispetto alla piattezza del polpettone nazionalpopolare, che mi ci sono voluti almeno due ascolti per capire cosa avevano fatto. La prima sera magari hanno ceduto al momento suonando anche malino, ma la seconda esibizione è da spellarsi le mani dagli appluasi. E più la ascolto questa canzone più la trovo straordinaria. Bravi ragazzi!

AGGIORNAMENTO: agli After è andato il premio “Mia Martini”, il riconoscimento della critica votato dai tecnici. Un riconoscimento meritatissimo, perché credo che la qualità compositiva del pezzo, al di là dei gusti di genere, sia assolutamente una spanna sopra a qualsiasi cosa si sia sentita al Festival dai tempi di Matusalemme.

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Morgan e la fiera del sintetizzatore

E’ praticamente ovvio, che esistano altre forme di vita. (Morgan)

Il concerto di Morgan + Megahertz, visto questo fine settimana, non mi è dispiaciuto. Non mi aspettavo nulla di sensazionale, perché non apprezzo particolarmente la sua musica, ma avrei preferito se mi avesse stupito con qualcosa di inatteso. Tuttavia lo spettacolo è stato abbastanza fuori dagli schemi da rendermi impossibile etichettarlo come un flop. Il set era composto da un sovrannumero di campionatori, tastiere e sintetizzatori, più svariati gingilli per creare loop istantanei, così, tanto per rendere il delirio elettronico più giocoso. Da un punto di vista strettamente tecnico, credo sia stato uno spettacolo di primordine, dove Morgan e il suo scudiero Megahertz hanno dato una dimostrazione efficace di quanto è dinamico e colorato il regno del sintetizzatore (molto anni ’80). Le canzoni proposte in queste versioni estremizzate hanno variato tra il repertorio dei Bluvertigo e quello di Morgan solista, con risultati alterni. In alcuni casi ho decisamente apprezzato la nuova veste sonora, mentre in altri l’ho trovata un po’ posticcia. Ho comunque indovinato l’unica canzone veramente perfetta per il genere proposto: Altre Forme di Vita. Non poteva non farla! Casualmente suonata come ultimo bis e conclusione del concerto. E, sempre casualmente, quella che mi è sembrata la meno “alterata”. In buona sostanza vi consiglio di andare a vedere Morgan + Megahertz solo se siete fan di Morgan e siete abbastanza aperti mentalmente da spendere 20 euro per sentire le vostre canzoni preferite stravolte, con il rischio concreto che non vi piacciano affatto.

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