A prova di proiettile

Lei si, io no. Perché mi ha colpito dritto al cuore. Il primo disco dei La Roux è uscito ieri e lo sto ascoltando senza soluzione di continuità. Synth pop, squisitamente anni ’80, ma con la concretezza delle produzioni di oggi. Mi piace da pazzi.

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La musica migliore duemilaotto

Citando Nick Hornby, o meglio citando il suo bellissimo Alta Fedeltà, ecco la mia personale top five del duemilaotto:

  1. Cardinology, Ryan Adams & The Cardinals
  2. Konk, The Kooks
  3. Viva La Vida Or Death And All His Friends, Coldplay
  4. Saturday Nights & Sunday Mornings, Counting Crows
  5. Weezer (Red Album), Weezer

Ognuno di questi, in varia e diversa misura, ha suonato ininterrottamente nel mio iPod durante l’anno. Avrei voluto includere anche Accelerate dei R.E.M., uno dei miei gruppi preferiti e un disco a lungo atteso che mi è anche piaciuto tantissimo e ho ascoltato in continuazione dopo l’uscita. Ma non l’ho fatto, perché a differenza dei cinque prescelti, manca di una certa profondità e alla lunga sbiadisce, diventa anonimo e ti (mi) passa la voglia di riascoltarlo.

Sottolineo che al primo posto ho messo il disco che ha raggiunto le mie orecchie per ultimo, quindi è possibile che si sia avvantaggiato di questo nel mio giudizio, ma è veramente un disco straordinario.

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Viva la vida in technicolor

la copertina di "Viva La Vida or Death And All His Friends"

la copertina di "Viva La Vida or Death And All His Friends"

Mi piace l’idea suggestiva di vedere vita e morte come i due negativi di selezione del procedimento technicolor. Quando le immagini sono proiettate a registro si ottiene l’intera gamma di colori possibile. Ma non voglio avventurarmi oltre nei significati più o meno complicati di questo disco, anche perché la mia è solo un’interpretazione dettata dall’entusiasmo; mi limito ad osservare che lo stesso dualismo c’è negli arrangiamenti che mischiano, amalgamano e intrecciano in continuazione stili e armonie diverse per risultare sempre in un suono assolutamente melodico ed entusiasmante. Pensare che all’inizio non mi aveva nemmeno attratto. Anzi, i primi ascolti me l’avevano fatto decisamente scartare dagli ascolti quotidiani. Ma se una cosa è bella, prima o poi ti trova nell’animo giusto per farsi apprezzare. E così è stato. Un po’ a sorpresa, ma è stato un colpo di fulmine. Questo disco è pieno di colore, anche nelle note più malinconiche, e ricco. Dategli una possibilità se ancora non l’avete fatto. E se potete, fatelo a volume davvero sostenuto, perché è talmente ricco di ricami e dettagli che perderseli è proprio un peccato!

Just because I’m losing

Doesn’t mean I’m lost

Doesn’t mean I’ll stop

Doesn’t mean I’m across

Just because I’m hurting

Doesn’t mean I’m hurt

Doesn’t mean I didn’t get what I deserved

No better and no worse

I just got lost …

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