Zarquon — migliori dischi

Post taggati con “migliori dischi”.

4 gennaio 2010

I miei dischi preferiti duemilanove

Anche quest’anno ecco la top five dei miei dischi preferiti del duemilanove. Altre volte l’ho definita la mia lista della musica migliore, ma è fin troppo evidente che posso fare una classifica solo di ciò che ho effettivamente ascoltato, perché di tutto il resto, ignorandolo, non posso avere alcuna opinione. Come sempre faccio affidamento sul buon cuore degli amici che saranno più che felici di colmare le mie evidenti lacune!

Tornando alla mia lista, faccio una doverosa premessa: quest’anno c’è un fuori concorso che rappresenta l’ascolto più assiduo dell’anno appena trascorso, ma è in effetti un disco uscito nel 2008 e pertanto il signornò, regolamento alla mano, mi ha vietato di includerlo. Voglio solo precisare che se l’avessi fatto l’avrei messo al primo posto e purtroppo a nulla è valso sottolineare che in Europa il disco è stato effettivamente pubblicato solo nel 2009. Beh, poco male. E’ la medaglia d’oro morale! Chi è? O meglio, chi sono? The Airborne Toxic Event, con il loro disco omonimo.

E ora la Top Five! Rullino i tamburi!!!

  1. Imogen Heap, Ellipse
  2. Kasabian, The West Rider Pauper Lunatic Asylum
  3. Regina Spektor, Far
  4. La Roux, La Roux
  5. Bat For Lashes, Two Suns

E poi? Beh poi ci sono quelli che ho ascoltato molto, ma non mi hanno scosso come quelli qui sopra. Meritano comunque una doverosa menzione d’onore: Pearl Jam, Backspacer; Ministri, Tempi Bui; Gomez, A New Tide; White Lies, To Lose My Life; Greed Day, 21st Century Breakdown; Il Teatro Degli Orrori, A Sangue Freddo.

Infine c’è anche posto per le note stonate dell’anno. A diverso titolo, perchè in un caso, Arctic Monkeys (Humbug), è dovuto soprattutto al mood del disco che mi ha lasciato un po’ freddino e non mi ha convinto molto; mentre nell’altro, Bruce Springsteen (Working On A Dream) è vera e propria delusione, ahimè!

Direi che è tutto. Speriamo che il duemiladieci sia un altro anno pieno di meravigliosa musica da scoprire!

30 giugno 2009

A prova di proiettile

Lei si, io no. Perché mi ha colpito dritto al cuore. Il primo disco dei La Roux è uscito ieri e lo sto ascoltando senza soluzione di continuità. Synth pop, squisitamente anni ‘80, ma con la concretezza delle produzioni di oggi. Mi piace da pazzi.

2 gennaio 2009

La musica migliore duemilaotto

Citando Nick Hornby, o meglio citando il suo bellissimo Alta Fedeltà, ecco la mia personale top five del duemilaotto:

  1. Cardinology, Ryan Adams & The Cardinals
  2. Konk, The Kooks
  3. Viva La Vida Or Death And All His Friends, Coldplay
  4. Saturday Nights & Sunday Mornings, Counting Crows
  5. Weezer (Red Album), Weezer

Ognuno di questi, in varia e diversa misura, ha suonato ininterrottamente nel mio iPod durante l’anno. Avrei voluto includere anche Accelerate dei R.E.M., uno dei miei gruppi preferiti e un disco a lungo atteso che mi è anche piaciuto tantissimo e ho ascoltato in continuazione dopo l’uscita. Ma non l’ho fatto, perché a differenza dei cinque prescelti, manca di una certa profondità e alla lunga sbiadisce, diventa anonimo e ti (mi) passa la voglia di riascoltarlo.

Sottolineo che al primo posto ho messo il disco che ha raggiunto le mie orecchie per ultimo, quindi è possibile che si sia avvantaggiato di questo nel mio giudizio, ma è veramente un disco straordinario.

17 settembre 2008

Viva la vida in technicolor

la copertina di "Viva La Vida or Death And All His Friends"

la copertina di "Viva La Vida or Death And All His Friends"

Mi piace l’idea suggestiva di vedere vita e morte come i due negativi di selezione del procedimento technicolor. Quando le immagini sono proiettate a registro si ottiene l’intera gamma di colori possibile. Ma non voglio avventurarmi oltre nei significati più o meno complicati di questo disco, anche perché la mia è solo un’interpretazione dettata dall’entusiasmo; mi limito ad osservare che lo stesso dualismo c’è negli arrangiamenti che mischiano, amalgamano e intrecciano in continuazione stili e armonie diverse per risultare sempre in un suono assolutamente melodico ed entusiasmante. Pensare che all’inizio non mi aveva nemmeno attratto. Anzi, i primi ascolti me l’avevano fatto decisamente scartare dagli ascolti quotidiani. Ma se una cosa è bella, prima o poi ti trova nell’animo giusto per farsi apprezzare. E così è stato. Un po’ a sorpresa, ma è stato un colpo di fulmine. Questo disco è pieno di colore, anche nelle note più malinconiche, e ricco. Dategli una possibilità se ancora non l’avete fatto. E se potete, fatelo a volume davvero sostenuto, perché è talmente ricco di ricami e dettagli che perderseli è proprio un peccato!

Just because I’m losing
Doesn’t mean I’m lost
Doesn’t mean I’ll stop
Doesn’t mean I’m across

Just because I’m hurting
Doesn’t mean I’m hurt
Doesn’t mean I didn’t get what I deserved
No better and no worse

I just got lost …