Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino

Biglietto del concerto di Vinicio Capossela al Carlo Felice di Genova

Biglietto del concerto di Vinicio Capossela al Carlo Felice di Genova

Evviva Vinicio Capossela e la sua smisurata bravura di musicista, cantastorie e irresistibile istrione. Il tour dal carattere circense, spettacolare ed effervescente, con cui sta portando in giro per l’Italia le note intimiste e sognanti del suo ultimo album, “Da Solo”, cattura per atmosfera, inventiva e generosità. Nella cornice dello splendido teatro dell’Opera di Genova, il Teatro Carlo Felice, Vinicio ha dato vita ad un grande spettacolo, fatto sì delle sue belle canzoni, ma anche di tanta teatralità e una grande ironia nel presentare le canzoni , nel descriversi e nel descrivere lo spettacolo ad un pubblico attento e partecipe. Avevo già avuto la fortuna di vedere uno spettacolo del tour in quel di Cuneo, dove lo scenario era stato il Mercato Comunale, addobbato all’occasione come il teatro dei burattini di Mangiafuoco nel Pinocchio di Comencini, ma ho potuto assistere ad uno spettacolo diverso, anche nella sostanza. Avendo a disposizione un palco vero, i vari artisti che hanno accompagnato lo spettacolo hanno partecipato più attivamente alla serata, contribuendo con i loro numeri ad impreziosire la performance del mattatore. Molto apprezzato dal pubblico il gioco continuo di riferimenti alla città di Genova e qualche espressione dialettale in omaggio alla platea. Come è stato certamente molto intenso e applaudito l’omaggio a Faber, quando, imbracciando la chitarra, Vinicio ha eseguito “La Città Vecchia”. Lo spettacolo è diviso in due parti distinte: la prima interamente dedicata al nuovo disco, quindi intima e dalle atmosfere rarefatte; la seconda infuocata e fracassona, fatta del repertorio classico del cantautore, ma quello più danzereccio e irriverente. Un grande concerto.

Un ringraziamento particolare a Robbie che è stata così brava (e anche fortunata) a trovare i biglietti in prima fila. Visto da davanti, e al centro per di più, il concerto ha avuto un sapore buonissimo!

Articoli correlati

Afterhours a Scalo 76

Questo pomeriggio gli Afterhours sono stati ospiti a Scalo 76 su Rai Due. L’esibizione dal vivo de “Il paese è reale”, brano vincitore del premio della critica a Sanremo, è stata veramente energica, ma è la canzone in sè ad essere “potente”. Guardate il video se non ci credete o se ve li siete solo persi in diretta!

Menzione speciale a Mao, che da gran talento qual è, ha offerto nella intro una versione strepitosa di “Male di miele”.

Articoli correlati

Morgan e la fiera del sintetizzatore

E’ praticamente ovvio, che esistano altre forme di vita. (Morgan)

Il concerto di Morgan + Megahertz, visto questo fine settimana, non mi è dispiaciuto. Non mi aspettavo nulla di sensazionale, perché non apprezzo particolarmente la sua musica, ma avrei preferito se mi avesse stupito con qualcosa di inatteso. Tuttavia lo spettacolo è stato abbastanza fuori dagli schemi da rendermi impossibile etichettarlo come un flop. Il set era composto da un sovrannumero di campionatori, tastiere e sintetizzatori, più svariati gingilli per creare loop istantanei, così, tanto per rendere il delirio elettronico più giocoso. Da un punto di vista strettamente tecnico, credo sia stato uno spettacolo di primordine, dove Morgan e il suo scudiero Megahertz hanno dato una dimostrazione efficace di quanto è dinamico e colorato il regno del sintetizzatore (molto anni ’80). Le canzoni proposte in queste versioni estremizzate hanno variato tra il repertorio dei Bluvertigo e quello di Morgan solista, con risultati alterni. In alcuni casi ho decisamente apprezzato la nuova veste sonora, mentre in altri l’ho trovata un po’ posticcia. Ho comunque indovinato l’unica canzone veramente perfetta per il genere proposto: Altre Forme di Vita. Non poteva non farla! Casualmente suonata come ultimo bis e conclusione del concerto. E, sempre casualmente, quella che mi è sembrata la meno “alterata”. In buona sostanza vi consiglio di andare a vedere Morgan + Megahertz solo se siete fan di Morgan e siete abbastanza aperti mentalmente da spendere 20 euro per sentire le vostre canzoni preferite stravolte, con il rischio concreto che non vi piacciano affatto.

Articoli correlati