Lassù con Carl e Russell

Up

Carl, Russell, la casa e ... Kevin!

Up è un film leggero. Leggero per linearità della trama e facilità di fruizione. Non ci sono artifici o intrecci complicati a distrarre lo spettatore dal suo punto di osservazione, mentre si entra nel mondo magico e avventuroso di un arzillo vecchietto settantottenne: Carl Fredricksen. Lo vediamo volare, letteralmente, con tutta la sua casa, lontano dalle brutture di una società troppo materialista, per dare spazio a sentimenti che invece appartengono a tutti. E vola verso un’avventura sognata fin dall’infanzia, come ultimo, accorato omaggio alla memoria di sua moglie. La storia della sua vita, tutta concentrata in quell’unico grande tesoro fatto dei desideri condivisi tra due innamorati, diventa il racconto di un formidabile viaggio in cui passato, presente e futuro si incontrano e si intrecciano. Non voglio dire più di questo, perché non è mia intenzione né fornire un’analisi puntuale, né cadere nella tentazione di descrivere contenuti che vanno scoperti vedendo il film da sé. Quel che mi preme assicurare è che si tratta di un film fatto di leggerezza, persino nei momenti più toccanti e commoventi, e rivestito di un altrettanto leggero umorismo, che non si presta mai a battute facili o artificiose, ma è fatto di una certa giocosa innocenza che fa il paio con la grazia leggiadra con cui vengono affrontati anche i momenti più struggenti. Insomma, dentro Up ci sono moltissime cose, tutte offerte con una graziosità disarmante; e poco importa se in taluni passaggi la storia si mostri prevedibile o non brilli di particolare originalità. Il risultato finale sarà, credetemi, un naturale sentimento di immenso amore per Carl e il suo nuovo amico Russell. Un film da vedere con il cuore in mano. Lo aspettavo e non mi ha deluso.

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