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Un cliente felice è un cliente che spende

Si può dir tutto di Microsoft, ma non che non sappiano vendersi.

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Se la risposta è Belin, la domanda qual è?

Da queste parti siamo fan dichiarati di Douglas Adams e non c’è citazione da Guida Galattica Per Gli Autostoppisti che non meriti di essere segnalata. Soprattutto quando arriva dal blog di un amico e fa tanto, ma tanto ridere. Conta anche il fatto che si parli di cose molto genovesi, ovviamente!

Leggete qua anche voi. Buon divertimento!

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Nasce il Post, nuova avventura editoriale sul web

Il Post è una cosa così: per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog. Ha una redazione che pubblica notizie, storie, informazioni raccogliendole in rete e nei media, e linkando e segnalando le fonti. E ha una famiglia di blog affidati ad autori di diverse qualità e competenze ma con cui il Post condivide un’ambizione di innovare la qualità delle cose italiane, nel suo piccolo (e loro l’hanno riconosciuta e ci hanno creduto). Per chi lo ha seguito finora (nove anni), il Post è Wittgenstein, ma di più. Più storie, più link, più idee, più blog. (dall’editoriale di Luca Sofri)

Da oggi il web italiano si arricchisce di una nuova voce: il Post.

Il modello è lo Huffington Post, nato come blog e divenuto nel tempo il più seguito aggregatore di notizie del web.

Auguro a Luca Sofri e alla redazione di riuscire nel loro progetto e di realizzare con il Post altrettanto successo, almeno nel contesto del web italiano.

Penso che chiunque cerchi le notizie sul web abbia bisogno di approdi sicuri dove concentrare la propria attenzione. Infatti, esclusi i siti di notizie specialistiche o i blog a cui si accede per interesse specifico o anche solo per affezione, la maggior parte dei contenuti disponibili non sono immediatamente fruibili. Anzi, la quantità è tale che spesso si rinuncia a cercare e ci si accontenta delle solite fonti collaudate.

Quindi ben venga un luogo dove qualcun altro ha già trovato per noi cose interessanti, permettendoci anche di apprezzare fonti di notizie che altrimenti, difficilmente, avremmo frequentato.

Insomma, bevenuto il Post. In bocca al lupo!

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I miei dischi preferiti duemilanove

Anche quest’anno ecco la top five dei miei dischi preferiti del duemilanove. Altre volte l’ho definita la mia lista della musica migliore, ma è fin troppo evidente che posso fare una classifica solo di ciò che ho effettivamente ascoltato, perché di tutto il resto, ignorandolo, non posso avere alcuna opinione. Come sempre faccio affidamento sul buon cuore degli amici che saranno più che felici di colmare le mie evidenti lacune!

Tornando alla mia lista, faccio una doverosa premessa: quest’anno c’è un fuori concorso che rappresenta l’ascolto più assiduo dell’anno appena trascorso, ma è in effetti un disco uscito nel 2008 e pertanto il signornò, regolamento alla mano, mi ha vietato di includerlo. Voglio solo precisare che se l’avessi fatto l’avrei messo al primo posto e purtroppo a nulla è valso sottolineare che in Europa il disco è stato effettivamente pubblicato solo nel 2009. Beh, poco male. E’ la medaglia d’oro morale! Chi è? O meglio, chi sono? The Airborne Toxic Event, con il loro disco omonimo.

E ora la Top Five! Rullino i tamburi!!!

  1. Imogen Heap, Ellipse
  2. Kasabian, The West Rider Pauper Lunatic Asylum
  3. Regina Spektor, Far
  4. La Roux, La Roux
  5. Bat For Lashes, Two Suns

E poi? Beh poi ci sono quelli che ho ascoltato molto, ma non mi hanno scosso come quelli qui sopra. Meritano comunque una doverosa menzione d’onore: Pearl Jam, Backspacer; Ministri, Tempi Bui; Gomez, A New Tide; White Lies, To Lose My Life; Greed Day, 21st Century Breakdown; Il Teatro Degli Orrori, A Sangue Freddo.

Infine c’è anche posto per le note stonate dell’anno. A diverso titolo, perchè in un caso, Arctic Monkeys (Humbug), è dovuto soprattutto al mood del disco che mi ha lasciato un po’ freddino e non mi ha convinto molto; mentre nell’altro, Bruce Springsteen (Working On A Dream) è vera e propria delusione, ahimè!

Direi che è tutto. Speriamo che il duemiladieci sia un altro anno pieno di meravigliosa musica da scoprire!

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Lassù con Carl e Russell

Up

Carl, Russell, la casa e ... Kevin!

Up è un film leggero. Leggero per linearità della trama e facilità di fruizione. Non ci sono artifici o intrecci complicati a distrarre lo spettatore dal suo punto di osservazione, mentre si entra nel mondo magico e avventuroso di un arzillo vecchietto settantottenne: Carl Fredricksen. Lo vediamo volare, letteralmente, con tutta la sua casa, lontano dalle brutture di una società troppo materialista, per dare spazio a sentimenti che invece appartengono a tutti. E vola verso un’avventura sognata fin dall’infanzia, come ultimo, accorato omaggio alla memoria di sua moglie. La storia della sua vita, tutta concentrata in quell’unico grande tesoro fatto dei desideri condivisi tra due innamorati, diventa il racconto di un formidabile viaggio in cui passato, presente e futuro si incontrano e si intrecciano. Non voglio dire più di questo, perché non è mia intenzione né fornire un’analisi puntuale, né cadere nella tentazione di descrivere contenuti che vanno scoperti vedendo il film da sé. Quel che mi preme assicurare è che si tratta di un film fatto di leggerezza, persino nei momenti più toccanti e commoventi, e rivestito di un altrettanto leggero umorismo, che non si presta mai a battute facili o artificiose, ma è fatto di una certa giocosa innocenza che fa il paio con la grazia leggiadra con cui vengono affrontati anche i momenti più struggenti. Insomma, dentro Up ci sono moltissime cose, tutte offerte con una graziosità disarmante; e poco importa se in taluni passaggi la storia si mostri prevedibile o non brilli di particolare originalità. Il risultato finale sarà, credetemi, un naturale sentimento di immenso amore per Carl e il suo nuovo amico Russell. Un film da vedere con il cuore in mano. Lo aspettavo e non mi ha deluso.

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In movimento col Melafonino

Solo un piccolo test per divertirmi col nuovo giocattolo …

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