Avrei votato Scalfarotto, ma …
Ero quasi disposto a dimenticarmi che considero il PD un partito invotabile, perché avrei votato volentieri Scalfarotto. Un po’ come la Serracchiani, anche lui rappresenta quella parte sana del PD che dovrebbe emergere, sempre ammesso che il PD sia ancora un partito. Poi, davanti alle urne, ho visto che Ivan era l’ultimo della lista.
La Serracchiani, che ha avuto un ritorno mediatico non indifferente dopo la sua arringa all’assemblea del partito, l’hanno dovuta curare diversamente, per non farsi scoprire. Ma con Scalfarotto il gioco è stato lo stesso delle ultime politiche. Candidarlo lo candidano, ma stando bene attenti a non dargli mezza possibilità di emergere.
Questa è l’immagine lampante di un partito di cartone, basato sull’opportunismo e spaventato da se stesso e dalle forze pulite che ha al suo interno. Quindi ho rinunciato al mio intento, tanto per Scalfarotto non c’era partita. E ho votato di nuovo IDV. Contento D’Alema?
Aggiornamento: Si, pare che D’Alema sia contento, la batosta gli spiana la strada per nuove entusiasmanti avventure. Il fatto che dica di essere come Aiace per gli Achei, dà tutta la dimensione della sue psicosi.
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