Space British, l’avventuriero a gravita’ zero
Richard Garriot è andato nello spazio! La sua avventura a gravità zero è documentata in un blog, che al momento sto divorando. Pare che abbia speso quasi trenta milioni di euro per avere l’opportunità di volare nello spazio e passare un po’ di tempo sulla stazione spaziale internazionale, in orbita sopra le nostre teste. Un ricco eccentrico con un sogno da fanciullo? Forse, ma forse anche molto di più, visto che girando per il sito i riferimenti ad un possibile business futuro (turismo spaziale) sono innumerevoli. Chi non conosce Richard Garriott dovrebbe sapere innanzitutto che ha fondato la sua fortuna creando videogiochi dalla fine degli anni ’80. La sua creatura più celebre e celebrata è la saga di Ultima, il gioco di ruolo fantasy più longevo e più famoso nella storia dei giochi per computer. Il suo alter ego è Lord British, il signore di Britannia, il regno fantastico in cui è ambientato Ultima. Infatti è noto ai suoi fan con questo pseudonimo. Ho sempre provato grande ammirazione per lui, perché aveva delle idee innovative e una creatività non comune. A dire il vero non mi sono mai appassionato particolarmente ai suoi giochi, anche perché erano talmente complessi e dettagliati, che per poterseli godere era necessario conoscere l’inglese ad un livello un po’ più elevato di quello scolastico in mio possesso all’epoca. Però sono universalmente riconosciuti come capolavori nel loro genere. Beh, mi sento di augurargli buona fortuna per i suoi progetti. Soprattutto per la fondazione per la ricerca scientifica, che potrebbe aiutare molti valenti cervelli a fare qualcosa di buono per il futuro della nostra disastrata umanità. All Hail Lord … ehm … Space British!
Commenti(4)




…beato lui che fluttua nell’aere come niente fosse…
… io che soffro il mal d’auto dopo 3 tornanti, credo trascorrerei 3/4 della vacanza spaziale con il muso ficcato dentro un sacchetto di carta…
ehm… le fondazioni….in genere hanno poco di filantropico, perchè sono un ottimo sistema per non pagare tasse e non rendicontare….ma non fate caso a me, io vedo il marcio anche nella muffa :D
Il problema del sacchetto di carta, in assenza di gravità, è che non si riempe in modo … classico eheh … lo vedo come un rischio di imbrattamento :-)
Riguardo alle fondazioni, sarei anche d’accordo, ma in questo caso il sistema adottato non prevede investimenti diretti in obiettivi non meglio definiti. Xprize mette in palio premi di milioni di dollari per le invenzioni più innovative nei campi scelti. Solo un incentivo, insomma, per i cervelloni. Che poi se vincessero quei soldi potrebbero usarli per sviluppare il progetto. Quasi mecenatismo insomma :-)
wazzawalla…
io un paio di idee genialoidi ce le avrebbi, potrei tentare…che dici?
per 10 milioni di dollari (prima che diventino carta straccia) se po’ fa :-)