Archivio di ottobre 2008

Morgan e la fiera del sintetizzatore

E’ praticamente ovvio, che esistano altre forme di vita. (Morgan)

Il concerto di Morgan + Megahertz, visto questo fine settimana, non mi è dispiaciuto. Non mi aspettavo nulla di sensazionale, perché non apprezzo particolarmente la sua musica, ma avrei preferito se mi avesse stupito con qualcosa di inatteso. Tuttavia lo spettacolo è stato abbastanza fuori dagli schemi da rendermi impossibile etichettarlo come un flop. Il set era composto da un sovrannumero di campionatori, tastiere e sintetizzatori, più svariati gingilli per creare loop istantanei, così, tanto per rendere il delirio elettronico più giocoso. Da un punto di vista strettamente tecnico, credo sia stato uno spettacolo di primordine, dove Morgan e il suo scudiero Megahertz hanno dato una dimostrazione efficace di quanto è dinamico e colorato il regno del sintetizzatore (molto anni ’80). Le canzoni proposte in queste versioni estremizzate hanno variato tra il repertorio dei Bluvertigo e quello di Morgan solista, con risultati alterni. In alcuni casi ho decisamente apprezzato la nuova veste sonora, mentre in altri l’ho trovata un po’ posticcia. Ho comunque indovinato l’unica canzone veramente perfetta per il genere proposto: Altre Forme di Vita. Non poteva non farla! Casualmente suonata come ultimo bis e conclusione del concerto. E, sempre casualmente, quella che mi è sembrata la meno “alterata”. In buona sostanza vi consiglio di andare a vedere Morgan + Megahertz solo se siete fan di Morgan e siete abbastanza aperti mentalmente da spendere 20 euro per sentire le vostre canzoni preferite stravolte, con il rischio concreto che non vi piacciano affatto.

Articoli correlati

Space British, l’avventuriero a gravita’ zero

Richard Garriot è andato nello spazio! La sua avventura a gravità zero è documentata in un blog, che al momento sto divorando. Pare che abbia speso quasi trenta milioni di euro per avere l’opportunità di volare nello spazio e passare un po’ di tempo sulla stazione spaziale internazionale, in orbita sopra le nostre teste. Un ricco eccentrico con un sogno da fanciullo? Forse, ma forse anche molto di più, visto che girando per il sito i riferimenti ad un possibile business futuro (turismo spaziale) sono innumerevoli. Chi non conosce Richard Garriott dovrebbe sapere innanzitutto che ha fondato la sua fortuna creando videogiochi dalla fine degli anni ’80. La sua creatura più celebre e celebrata è la saga di Ultima, il gioco di ruolo fantasy più longevo e più famoso nella storia dei giochi per computer. Il suo alter ego è Lord British, il signore di Britannia, il regno fantastico in cui è ambientato Ultima. Infatti è noto ai suoi fan con questo pseudonimo. Ho sempre provato grande ammirazione per lui, perché aveva delle idee innovative e una creatività non comune. A dire il vero non mi sono mai appassionato particolarmente ai suoi giochi, anche perché erano talmente complessi e dettagliati, che per poterseli godere era necessario conoscere l’inglese ad un livello un po’ più elevato di quello scolastico in mio possesso all’epoca. Però sono universalmente riconosciuti come capolavori nel loro genere. Beh, mi sento di augurargli buona fortuna per i suoi progetti. Soprattutto per la fondazione per la ricerca scientifica, che potrebbe aiutare molti valenti cervelli a fare qualcosa di buono per il futuro della nostra disastrata umanità. All Hail Lord … ehm … Space British!

Articoli correlati

Terapia intensiva democratica

A Zigo Zago c’era un mago con la faccia blu. E io questo mago lo vorrei alleato!
(Corrado Guzzanti che imita Walter Veltroni)

Il Partito Democratico non è mai decollato veramente, anzi, versa in uno stato comatoso preoccupante. Da pochi giorni è online la nuova trovata, rigorosamente retesocialewebduezero, che dovrebbe aiutare la dirigenza del partito a tenere in vita la creatura. Più che altro sembra un vero e proprio strumento di terapia intensiva, ma nutro forti dubbi sulla sua efficacia. La mollezza politica di Weltroni e l’incapacità colpevole della dirigenza post-diessina non possono essere curate con uno strumento scopiazzato dal modello CurrentTV. Riuscisse anche ad alimentare un senso di appartenenza che, francamente (come direbbe il Baffetto da diporto), trovo scarsamente estendibile, non ci sono innovazioni pseudoteconologiche che possano curare l’unico vero male originale di questo partito moderat-stalinista: e cioè, che il pesce puzza dalla testa. Fintanto che questo progetto sarà in mano (ostaggio?) alla vecchia oligarchia post-comunista, sarà solo un gran bello spot pubblicitario, che tipicamente nasconde un prodotto scadente e fallato. Nel frattempo il popolo degli speranzosi potrà nuotare nella vaschetta 2.0 di YouDem.Tv senza produrre la minima oscillazione al vertice. Nel loft, che altrimenti non sarebbe un loft, c’è posto per pochi. Pochi e selezionati. Sempre gli stessi … “diciamolo”.

Articoli correlati

Scivolata di potenza!!!

Finalmente sono riuscito a vedere “Tenacious D e il destino del rock”. Un film sopra le righe per l’assoluta irriverenza e con una colonna sonora da strapparsi i capelli. Quando Jack Black sfoggia la sua passione da rocker il risultato è sempre esplosivo (chi ha visto “School of Rock” ne sa qualcosa). In questo caso si tratta addirittura di una storia costruita in toni mitologici per celebrare la creatura rock di Jack Black e Kyle Gass, ossia i Tenacious D (appunto). A tratti il film sa essere grandioso, persino nelle citazioni sparse qua e là di “The Blues Brothers”, a tratti si appiattisce un po’ su una comicità facile che ammicca al grande pubblico. Tuttavia il film è meraviglioso nel suo insieme, perché è un vero inno al rock’n'roll. I nostri due eroi vogliono creare la più grande rock band della storia e scoprono che il vero segreto del successo dei grandi nomi della scena mondiale è un misterioso plettro, il plettro del destino, ricavato nientemeno che da un dente di Satana! Inizia quindi una cerca demenziale e spassosa per recuperare l’arcano artefatto e utilizzarlo per scrivere il capolavoro assoluto che li farà sfondare. Su tutto spicca la colonna sonora, farcita di brani originali dei Tenacious D che non scherzano per niente in fatto di bravura. E nemmeno in fatto di parolaccie. Ma un po’ di sano rock sboccato non ha mai fatto male a nessuno! Gustosi poi i vari camei di Ben Stiller, Tim Robbins, Ronnie James Dio, Meat Loaf e Dave Grohl (nella parte di Satana!). Comunque … SCIVOLATA DI POTENZAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Articoli correlati

Gli inconvenienti della longevita’

“I Figli di Matusalemme”, uno dei primi romanzi di fantascienza scritti da Robert A. Heinlein, racconta le vicende di un gruppo di persone dotate di una incredibile longevità. Nel periodo storico futuro in cui si svolge l’azione, il gruppo ha da poco deciso di rendere nota al resto del mondo la propria esistenza. Infatti, nelle epoche precedenti, avevano sempre vissuto cercando di nascondere la propria dote, per salvaguardare se stessi e i propri cari da ogni eventuale tipo di discriminazione o avversione da parte degli uomini comuni. Tuttavia la società in cui vivono ora, sebbene descritta come nata dalle ceneri del periodo più tetro nella storia dell’umanità, è caratterizzata da elementi quasi utopici dove i diritti civili e i più alti valori della democrazia sono rispettati con grande rigore e determinazione. Una società tanto ordinata e civile che i longevi sentono per la prima volta concretizzarsi la possibilità di essere accettati e di poter mettere le proprie conoscenze a disposizione di tutti, alla luce del Sole. Succede però che l’umanità si interroghi sul motivo della loro longevità e non si accontenti della risposta di costoro. Di fatto la longevità è semplicemente data loro per ereditarietà genetica, quindi per discendenza, e non perché siano custodi del segreto dell’eterna giovinezza. Ma gli altri, quelli dalle vite corte, pensano che lo abbiano, il segreto, e lo nascondano intenzionalmente a loro danno. Questo fraintendimento culturale, agitato dalla rivelazione insopportabile che esistono esseri umani che godono di vite estremamente più lunghe di quelle di un uomo comune, sfocia in una vera caccia alle streghe. Pur di mettere le mani sul segreto dei longevi, il governo attua un provvedimento straordinario per la soppressione di alcuni diritti fondamentali, che assomiglia molto alle modalità che di recente hanno portato al Patriot Act negli Stati Uniti. Insomma, pur trattandosi di un libro scritto negli anni ’60, ci ritroviamo a osservare una società che ha forti analogie con la contemporaneità. La storia travagliata di questi longevi, nel suo essere fantasiosa ed estrema, permette all’autore di far luce su alcuni aspetti deteriori della nostra società moderna e sulle insidie che si nascondono malcelate nel nostro presunto progresso culturale. Il romanzo offre continuamente spunti di riflessione filosofici sulle idee di comunità, di società, sul ruolo della politica, ma anche sull’autodeterminazione e la coscienza del singolo. Sono tutte tematiche che Heinlein affronta in modo diretto e con spirito critico, soffermandosi sovente sull’analisi delle contraddizioni tra diversi modi di pensare. L’elemento cardine del libro, quello che funge da catalizzatore per le diverse filosofie prospettate e il tentativo di dimostrare quanto è difficile conciliare le diversità (e quanto sia necessario nei fatti), è il protagonista: Lazarus Long. Il più longevo tra i longevi, un leader naturale che tuttavia mal sopporta la responsabilità del comando. Lazarus è un uomo d’azione, poco propenso a perdersi in troppe chiacchiere, eppure molto cauto e avveduto. Sono le sue riflessioni che permettono all’autore di presentare il suo punto di vista. Lazarus affronta sempre con molto spirito pratico le questioni che gli si presentano e non sempre sceglie in base alla convenienza o al sentire comune. La saggezza che gli deriva dalla lunga esperienza, lo rende particolarmente pronto ad accettare i cambiamenti per quello che sono, ma senza rinunciare a scegliere se accettarli o no. Non scegliendo se sono buoni o cattivi, ma valutando se sono adatti o meno alle sue esigenze. Un inno al primato dell’individuo sulla massa, che non ha alcuna relazione con istanze di tipo anarchico. Heinlen tiene particolarmente a dimostrare come più ogni singolo membro di una comunità è cosciente di sè e sa scegliere cosa è bene per sè, più i valori della libertà e del rispetto reciproco possono essere al sicuro. Quando l’individuo si fonde con la massa, può succedere anche che il singolo si trovi ad avallare azioni che intimamente avrebbe condannato . Al di là degli aspetti avventurosi e fantastici di cui il libro è ricco, la lettura si fa apprezzare soprattutto per questi e altri spunti filosofici. Mi è piaciuto molto e quindi lo consiglio caldamente. Se non vi piacesse la fantascienza, potrebbe essere un gran bel modo per iniziare ad apprezzarla.

Articoli correlati

Oppure semplicemente

Oppure semplicemente … Fa niente. (Bugo)

Non riesco a sentirmi preoccupato, eppure sono abbastanza convinto che lo sconquasso economico a cui stiamo assistendo sia solo l’inizio di qualcosa che durerà. Il futuro è nelle mani di pochi personaggi, che rivestono ruoli da leader senza possedere un grammo del carisma necessario per essere credibili o influenti. Comunque stanno in luoghi riservati e viaggiano ben sopra la mia, la nostra testa. Forse è fatalismo, oppure semplicemente … fa niente!

Articoli correlati

Pagina Successiva »