Viva la vida in technicolor
Mi piace l’idea suggestiva di vedere vita e morte come i due negativi di selezione del procedimento technicolor. Quando le immagini sono proiettate a registro si ottiene l’intera gamma di colori possibile. Ma non voglio avventurarmi oltre nei significati più o meno complicati di questo disco, anche perché la mia è solo un’interpretazione dettata dall’entusiasmo; mi limito ad osservare che lo stesso dualismo c’è negli arrangiamenti che mischiano, amalgamano e intrecciano in continuazione stili e armonie diverse per risultare sempre in un suono assolutamente melodico ed entusiasmante. Pensare che all’inizio non mi aveva nemmeno attratto. Anzi, i primi ascolti me l’avevano fatto decisamente scartare dagli ascolti quotidiani. Ma se una cosa è bella, prima o poi ti trova nell’animo giusto per farsi apprezzare. E così è stato. Un po’ a sorpresa, ma è stato un colpo di fulmine. Questo disco è pieno di colore, anche nelle note più malinconiche, e ricco. Dategli una possibilità se ancora non l’avete fatto. E se potete, fatelo a volume davvero sostenuto, perché è talmente ricco di ricami e dettagli che perderseli è proprio un peccato!
Just because I’m losing
Doesn’t mean I’m lost
Doesn’t mean I’ll stop
Doesn’t mean I’m across
Just because I’m hurting
Doesn’t mean I’m hurt
Doesn’t mean I didn’t get what I deserved
No better and no worse
I just got lost …
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