Archivio di settembre 2008

UNO e UNO soltanto

Il destino mescola le carte e noi giochiamo. (A. Schopenhauer)

Da bravo homo ludens mi piacciono molto i giochi di carte, soprattutto la briscola (e sue varianti). Però non mi sono mai mosso oltre il confine dei giochi classici, con le ben note carte da ramino. Di recente invece ho scoperto un gioco di carte di cui, sebbene famosissimo, non conoscevo l’esistenza: UNO!

Se non lo conoscete è un gioco basato su un mazzo di carte personalizzato, diviso per colore, in cui le carte sono sia numerate, sia carte speciali che assolvono diverse funzioni relative alle regole stesse della partita. Potete trovare una spiegazione più efficace su Wikipedia, altrimenti rischio di scrivere un romanzo senza farvi capire nulla. Se già lo conoscete e vi piace almeno un po’, sapete che è davvero un gioco divertente.

Mi sono appassionato talmente, che avendolo trovato anche come videogioco sul servizio XBOX Live Arcade di Microsoft, l’ho eletto a mio passatempo favorito quando decido di avventurarmi nel gioco online. Anzi, è praticamente l’unico gioco che eseguo in modalità multiplayer.

E’ un gioco dove conta immensamente la fortuna e dove anche la situazione più disperata di punteggio può essere ribaltata all’ultimo secondo con un colpo di coda inatteso (generando una certa soddisfazione ghignante). Se non ci avete mai giocato, vi consiglio vivamente di farlo. E se per caso avete una XBOX e siete abbonati al servizio Live, datemi il vostro gamertag che vi sfido. Vi avverto, sono veramente forte (ovvero, ho una fortuna sfacciata!).

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Recipiente per cose preziose

il logo di HULU

il logo di HULU

Hulu funziona. Su Wired c’è un articolo molto esauriente, che racconta un po’ di retroscena sulla nascita della piattaforma e sul suo attuale stato. Cos’è Hulu? Si potrebbe descrivere come una sorta di YouTube, ma la differenza sostanziale è che i contenuti non sono condivisi dagli utenti, come vuole la grammatica del social network, bensì sono pubblicati direttamente da chi li produce. Hulu è il primo, serio, tentativo di superare la televisione e distribuire film, serial tv, programmi di ogni genere, attraverso il web. In streaming. Gratis. Leggendo l’articolo si capisce che le difficoltà sono molte, soprattutto in termini di investimenti e di reale capacità di rientrare degli stessi, ma si comprende anche che la piattaforma funziona. Prodotti televisivi e cinematografici a disposizione con un click. Inseriti in un meccanismo simile a quello dei social network, e con diversi strumenti a disposizione degli utenti. E’ come avere un videoregistratore con la memoria storica, con cui è possibile rivedere a piacimento cose vecchie e nuove, senza alcun vincolo temporale. Una manna per i maniaci dei serial tv, come me. Al momento, però, il servizio è disponibile solo per gli utenti statunitensi. Quando potremo goderne anche qui in Italia, non è dato sapere. Certo che sarebbe un brutto colpo per SKY, digitale terrestre e monopoli vari. Non vedo l’ora!

Finally, after decades of dictating what we can watch and when, the networks would be reduced to a Web widget, functioning at the user’s whim. Just as it should be. (Frank Rose, Wired)

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Wim Wenders celebra Faber

Ho provato un’emozione fortissima leggendo che Wim Wenders ha intenzione di documentare un tributo a Fabrizio De André che si dovrebbe tenere prossimamente a New York. Come sarebbe bello un film documentario su Faber ispirato e poetico come Buena Vista Social Club del regista tedesco. L’occasione di un concerto interamente dedicato a lui, celebrato da grandi nomi della musica internazionale, sembra un momento perfetto per trasformare immagini e suoni in qualcosa di indelebile. Per me, almeno, avrà un valore smisurato. Wim Wenders è entrato nel mio cuore con Il Cielo Sopra Berlino e il suo seguito malinconico e dolcissimo (Così Lontano Così Vicino). L’idea di questo tributo, che non vedo l’ora di vedere realizzato, mi incanta. Faber mi è caro, e sono felice che la sua poesia, la sua arte, siano giunte tanto lontano.

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Dattilografia in pendenza

Non riesco a scegliere una tastiera nuova. La mia ormai è inservibile, soprattutto da quando è posseduta da qualche genere di entità maligna e dispettosa. Senza una ragione apparente, funziona o meno in base all’inclinazione. Se ne sta orizzontale per un po’ e di colpo non batte più un carattere. Allora basta sollevarla e posizionarla a non meno di 45 gradi per convincerla a riprendere il suo lavoro. In seguito smette di nuovo di fare il suo lavoro e ricomincia appena viene adagiata nuovamente nella posizione canonica. Ora basta. Purtroppo, però, trovare una sostituta davvero soddisfacente non è facile. Già che devo cambiare la vorrei meno rumorosa e un po’ più comoda, ma i prezzi in giro sono del tipo rapina a mano armata. Quindi credo che il gioco-gioco della tastiera inclinata continuerà finché non avrò scovato un’offerta davvero irripetibile. Si, lo so, sono un po’ taccagno.

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Risiko

La più grande crisi finanziaria del nostro tempo sembra destinata a durare molto a lungo. Il fatto che le elezioni americane si terranno in questo periodo, non può lasciare indifferenti. Il clima è già da guerra fredda, nonostante le veline alla tv. La Russia si sta muovendo per difendere i suoi interessi energetici e le campagne in Afghanistan e Iraq non sembrano aver dato una grande stabilità agli approvvigionamenti tanto degli Stati Uniti, quando dell’Europa. Almeno non nel breve termine. E nel frattempo la Cina consuma sempre di più. Duole dirlo, ma sembra quasi che le parole di Sarah Palin sulla Russia non fossero semplice propaganda.

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LHC ha il raffreddore

Qualche intoppo ai preparativi per la fine del mondo. L’acceleratore di particelle che ci farà divorare da un buco nero, per il momento si ferma. Fa sorridere la fuoriuscita di elio: ce li vedete quegli scenziati sovraeccitati che si mettono a parlare come paperino tutti insieme? Scherzi a parte, magari il macchinario è davvero sicuro, per quanto riguarda gli esperimenti previsti. Però, se siamo già ai guasti, gli effetti imprevisti arriveranno anche loro? Nel dubbio, mi dedico ad un ben noto rito apotropaico.

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