Archivio di settembre 2008

Tutti insieme appassionatamente?

vedo la grande alleanza tra la mano sinistra e la destra;
il potere è la rosa, ma l’uomo è la ginestra. (Filippo Gatti)

Il Signor B punta al Colle in modo manifesto, tanto che nessuno segua con anche un minimo di attenzione le vicende politiche dello Stivale si direbbe sorpreso che se ne parli a destra e a manca. Ci si può stupire magari se a parlarne sono certi personaggi. Non certo un Fini, che in questo modo avrebbe la porta aperta per giocarsi la Presidenza del Consiglio alle prossime elezioni, quanto piuttosto il sempreverde Baffetto da diporto. Questa sua urgenza di commentare l’eventualità e avallarne nella sostanza la bontà per il paese, non fa altro che dimostrare che egli altri non è se non la perfetta controparte del suo presunto nemico. Si, perché è sempre così preciso nello schierarsi in modo critico verso gli altri, quanto è oculatamente pronto a stringer loro la mano per migliorare la sua posizione. L’avallo, ancorché tiepido, di D’Alema, ad un possibile Berlusconi Presidente della Repubblica, mi fa pensare chiaro e forte che il Partito Democratico è già passato di mano e che la leadership di Slimer Veltroni è già considerata superata dalla vecchia oligarchia/dirigenza diessina. Sarà un caso che mentre D’Alema dice di vedere possibile un Berlusconi al Colle, l’altro se ne esce con l’ennesimo sfottò da prima pagina a Veltroni? Intanto Walter, inizia già a soffrire di sindrome da accerchiamento e cerca di … ricomporre. No, forse non è un caso.

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Il Tetris con le persone

Un uomo entra in un caffè … SPLASH! (Mashiro Tamigi)

Rimpiango i tempi in cui la Gialappa’s band ci propinava in televisione l’epopea di Mai Dire Banzai. Quell’universo alieno fatto di trasmissioni assurde e giochi ancora più assurdi che è il Giappone. Un popolo stravagante, con una creatività fuori dal comune. E quel pizzico di pazzia che li rende così diversi da noi occidentali. C’è da chiedersi come possano conciliarsi nello stesso popolo la rigidità dell’onore personale, dei codici samurai, dell’ordine maniacale, con l’estro folle e irriverente, il disinibito sfoggio della propria goffaggine e il divertimento nell’auto infliggersi i peggiori insuccessi. Come si fa a non amarli, in fondo, nella loro straordinaria unicità? Se ripenso al faccione di Mashiro Tamigi e alle risate che mi sono fatto con la Gialappa, mi viene da ridere ancora adesso. Ora ho trovato un’altra cosa che mi fa ammazzare letteralmente dalle risate. Non l’avevo mai visto e mi ha strappato un applauso spontaneo. Solo loro potevano pensare di trarre da uno dei videogiochi più famosi della storia, un gioco che nemmeno nelle peggiori fantasie di Ettore Andenna si sarebbe potuto materializzare. Il Tetris con le persone! Come si fa a non ridere?

httpv://www.youtube.com/watch?v=JgTYB2Rtg4o

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Chissa’ che bolletta!

Seguo la Formula 1 un po’ tiepidamente ormai, ma continuo a farlo. Una volta mi piaceva di più, perché quando ero piccolo mi entusiasmavano soprattutto i bolidi in gara, le loro livree multicolore, e i duelli a tutta velocità. Ora mi entusiasmo molto meno. E’ uno sport atipico, governato sostanzialmente dalla meccanica e dalla tecnologia, dove la competizione ha perso progressivamente sempre più interesse. Ormai i fatti salienti di un gran premio riguardano le sostituzioni dei pneumatici o gli incidenti delle vetture. I sorpassi sono diventati una rarità e quelli decisivi per la classifica di fine corsa, addirittura rarissimi. Insomma: noia. Allora in questo contesto il primo gran premio notturno finisce per diventare un fatto clamoroso e attraente. Ebbene, l’unico pensiero che ho avuto per tutto il tempo, era rivolto al consumo di elettricità che si è fatto. Credo che spendere così tante risorse energetiche per un’occasione tanto frivola, sia stata un’enorme idiozia. Tra emergenze ecologiche e crisi energetiche, la bella Singapore, la capitale finanziaria del sud-est asiatico, decide di investire sulla sua immagine dando vita ad un simile spreco. Magari esagero, ma sono molto perplesso.

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Come una pietra che rotola

Sono stato ad un concerto della band di un mio collega. Un concerto per pochi intimi, come capita spesso nel circuito amatoriale. Così mi sono gustato due ore di ottima musica suonata splendidamente, scandita da una scaletta fatta di grandi classici. Loro si chiamano Ghost Notes e sono stati davvero bravi; soprattutto mi è piaciuta la passione che ci hanno messo, la stessa riscontrabile nella cura degli arrangiamenti con i quali hanno personalizzato alcuni dei brani chiave della serata. Caro vecchio rock’n'roll: per quanto il tempo passi non muore mai. Mi ci voleva una serata così, dentro a certe note, sentendo le corde delle chitarre vibrarmi dentro. Mi accorgo ancora una volta di più quanto mi piace questo genere fatto di riff graffianti e ritmi indiavolati. Il rock’n'roll è puro distillato di adrenalina e più è grezzo e fracassone, più ti ubriaca. Mi piace così e continuerà a piacermi così. Quindi grazie Filippo, e grazie anche a tutti quelli che c’erano e si sono divertiti, come mi sono divertito io.

How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?

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Hancock, il supereroe indolente

Ottimo lavoro. (John Hancock)

In un periodo in cui il cinema hollywoodiano sta investendo moltissimo nella produzione di film basati sui più noti supereroi Marvel e DC Comics, c’era davvero bisogno di inventarsene uno nuovo? Magari no, ma il risultato finale è divertente e tanto basta. Hancock nasce in antitesi al modello di supereroe perfetto e irreprensibile, come potrebbe essere Superman; è indolente, maleducato, perennemente sbronzo, e quando interviene contro i criminali, nonostante alla fine li consegni tutti alla giustizia, i danni che causa alla città che lo ospita sono incalcolabili. Insomma, è un eroe solo in teoria, visto che la gente lo guarda con sospetto e ne ha fin sopra i capelli delle sue intemperanze. Il soggetto è, come dicevo, divertente, e l’interpretazione di Will Smith sembra davvero appropriata al personaggio. Si tratta di un film leggero, che scorre via velocemente anche per la durata piuttosto contenuta. Al di là del contesto iniziale, tuttavia, lo sviluppo della trama si fa apprezzare per qualche sorpresa gustosa. Nel corso della storia si scoprono dettagli del passato di Hancock che nemmeno lui, affetto da amnesia, ricorda più. L’aspetto positivo di questi particolari è che contribuiscono a creare un retroterra al personaggio, quasi una mitologia, che dimostra quanto l’idea che ruota attorno al film sia ben più ragionata di quanto si pensi vedendolo nei primi minuti. Nonostante ciò lo sviluppo è forse un po’ frettoloso e finisce per mancare in uno degli aspetti fondamentali del genere a cui tende. Perché pur essendo una commedia, anche brillante a tratti, è pur sempre inserita nel filone dei supereroi. E un supereroe senza una nemesi, un antagonista credibile, alla lunga perde fascino. O forse è solo colpa dello stereotipo del supereroe contro il supercattivo. Comunque l’antagonista non manca di sicuro, ma è relegato in un angolo e ha solo una funzione pratica nella narrazione. Non gli viene concesso abbastanza spazio per vederlo in azione mentre nasce la sua avversione per l’eroe. Insomma, sacrificato sull’altare dell’idea principale. Fatta la somma di pregi e difetti, sembra che Hancock sia in tutto e per tutto la storia della genesi di un eroe, quindi quasi un possibile primo capitolo di una saga. Sia che lo rivedremo al cinema, sia che trovi spazio altrove (magari in un fumetto tutto suo). Nel complesso il giudizio è sufficiente. Hancock è un film a tratti divertente e a tratti un po’ piatto, ma comunque godibile, che piacerà soprattutto ad un pubblico molto giovane. Non ho ancora deciso, invece, quanta ispirazione sia stata tratta da Gli Incredibili della Pixar riguardo ad alcuni dettagli della storia di Mr. Incredibile e se questo aspetto sia positivo o negativo. Beh, poco importa.

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Il gigante e il mago

Vinicio Capossela è tornato con un nuovo lavoro, e da un paio di giorni è disponibile in rete il video del primo singolo. Mi piace di Capossela la teatralità e la sicurezza con cui attinge ad un vasto patrimonio di folklore e tradizione per mettere in scena, letteralmente, storie e invenzioni dal grande impatto emotivo ed anche immaginativo. Evoca qui con l’usuale maestria, le figure quasi mitologiche del freak show. Il possibile inizio di un’epopea circense, fatta di meraviglie e bocche aperte nel tentativo di evadere dalle proprie preoccupazioni o anche solo dall’ansia di crescere.

Quando è finito il ballo
e non ci sono più parole
il telefono è staccato
quando il treno è già passato
quando non c’è più riscossa
quando il freddo è nelle ossa
solo allora puoi trovare il gigante e il mago

L’album uscirà nei prossimi giorni, e la tourné avrà inizio subito dopo. Il biglietto già ce l’ho, per la data che ho scelto con gli amici che, come me, non vedono l’ora di scoprire le nuove meraviglie di Vinicio.

Che lo spettacolo abbia inizio!

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