la soluzione è alla fine dell'universo

Un cliente felice è un cliente che spende

Si può dir tutto di Microsoft, ma non che non sappiano vendersi.

Elogio di Farscape

La Jim Henson Company è la casa di produzione responsabile della creazione dei Muppet e di tanti altri pupazzi del cinema e della televisione. Io li considero un po’ come fossero artigiani che creano prodotti tradizionali in mezzo alla rivoluzione industriale rappresentata dalla grafica al computer.

A parte i Muppet, che adoro, ho un’assoluta venerazione per il loro bellissimo Labyrinth. Quel film di genere fantastico che segnava gli esordi di Jennifer Connelly e si avvaleva di una grande interpretazione di David Bowie nei panni del cattivone. Con tanto di colonna sonora realizzata appositamente.

Certo, anche loro hanno prodotto cose del tutto dimenticabili (almeno secondo me), per esempio Dark Crystal. Ma non è questo il punto. Ho iniziato parlando della Jim Henson Company per parlare di uno dei loro ultimi lavori: Farscape.

Farscape è telefilm andato in onda per quattro stagioni e poco meno di 100 episodi, nella prima metà del decennio. Arrivò in Italia solo nel 2006 comunque. Farscape è soprattutto una space opera, un sotto genere della fantascienza in cui il viaggio spaziale la fa da padrone. E ci sono navi spaziali, battaglie pirotecniche e buoni scalcinati contro cattivoni super-attrezzati!

Farscape è anche e soprattutto un degno prodotto della fantasia della Jim Henson, pieno com’è di magnifici pupazzi animati, colori, trucchi ed effetti anche molto tradizionali.

Finalmente ho visto l’intera serie, tutta d’un fiato. Mi è piaciuta immensamente e credo di poter dire che si tratta di uno dei prodotti televisivi di genere fantascientifico più riusciti. Pur mescolando elementi tipici del genere, si tratta di una storia a modo suo molto originale e godibile. Soprattutto per il taglio comico che assume sovente, dettato dalle personalità conflittuali dell’equipaggio protagonista della vicenda.

Tra l’altro Farscape è assolutamente la cosa che più si avvicina alle atmosfere delle storie da pulp magazine della prima metà del 900. Avventuroso, fantasioso e imprevedibile.

Imogen Heap al Bronson Club di Ravenna

Se la risposta è Belin, la domanda qual è?

Da queste parti siamo fan dichiarati di Douglas Adams e non c’è citazione da Guida Galattica Per Gli Autostoppisti che non meriti di essere segnalata. Soprattutto quando arriva dal blog di un amico e fa tanto, ma tanto ridere. Conta anche il fatto che si parli di cose molto genovesi, ovviamente!

Leggete qua anche voi. Buon divertimento!

Nasce il Post, nuova avventura editoriale sul web

Il Post è una cosa così: per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog. Ha una redazione che pubblica notizie, storie, informazioni raccogliendole in rete e nei media, e linkando e segnalando le fonti. E ha una famiglia di blog affidati ad autori di diverse qualità e competenze ma con cui il Post condivide un’ambizione di innovare la qualità delle cose italiane, nel suo piccolo (e loro l’hanno riconosciuta e ci hanno creduto). Per chi lo ha seguito finora (nove anni), il Post è Wittgenstein, ma di più. Più storie, più link, più idee, più blog. (dall’editoriale di Luca Sofri)

Da oggi il web italiano si arricchisce di una nuova voce: il Post.

Il modello è lo Huffington Post, nato come blog e divenuto nel tempo il più seguito aggregatore di notizie del web.

Auguro a Luca Sofri e alla redazione di riuscire nel loro progetto e di realizzare con il Post altrettanto successo, almeno nel contesto del web italiano.

Penso che chiunque cerchi le notizie sul web abbia bisogno di approdi sicuri dove concentrare la propria attenzione. Infatti, esclusi i siti di notizie specialistiche o i blog a cui si accede per interesse specifico o anche solo per affezione, la maggior parte dei contenuti disponibili non sono immediatamente fruibili. Anzi, la quantità è tale che spesso si rinuncia a cercare e ci si accontenta delle solite fonti collaudate.

Quindi ben venga un luogo dove qualcun altro ha già trovato per noi cose interessanti, permettendoci anche di apprezzare fonti di notizie che altrimenti, difficilmente, avremmo frequentato.

Insomma, bevenuto il Post. In bocca al lupo!

I miei dischi preferiti duemilanove

Anche quest’anno ecco la top five dei miei dischi preferiti del duemilanove. Altre volte l’ho definita la mia lista della musica migliore, ma è fin troppo evidente che posso fare una classifica solo di ciò che ho effettivamente ascoltato, perché di tutto il resto, ignorandolo, non posso avere alcuna opinione. Come sempre faccio affidamento sul buon cuore degli amici che saranno più che felici di colmare le mie evidenti lacune!

Tornando alla mia lista, faccio una doverosa premessa: quest’anno c’è un fuori concorso che rappresenta l’ascolto più assiduo dell’anno appena trascorso, ma è in effetti un disco uscito nel 2008 e pertanto il signornò, regolamento alla mano, mi ha vietato di includerlo. Voglio solo precisare che se l’avessi fatto l’avrei messo al primo posto e purtroppo a nulla è valso sottolineare che in Europa il disco è stato effettivamente pubblicato solo nel 2009. Beh, poco male. E’ la medaglia d’oro morale! Chi è? O meglio, chi sono? The Airborne Toxic Event, con il loro disco omonimo.

E ora la Top Five! Rullino i tamburi!!!

  1. Imogen Heap, Ellipse
  2. Kasabian, The West Rider Pauper Lunatic Asylum
  3. Regina Spektor, Far
  4. La Roux, La Roux
  5. Bat For Lashes, Two Suns

E poi? Beh poi ci sono quelli che ho ascoltato molto, ma non mi hanno scosso come quelli qui sopra. Meritano comunque una doverosa menzione d’onore: Pearl Jam, Backspacer; Ministri, Tempi Bui; Gomez, A New Tide; White Lies, To Lose My Life; Greed Day, 21st Century Breakdown; Il Teatro Degli Orrori, A Sangue Freddo.

Infine c’è anche posto per le note stonate dell’anno. A diverso titolo, perchè in un caso, Arctic Monkeys (Humbug), è dovuto soprattutto al mood del disco che mi ha lasciato un po’ freddino e non mi ha convinto molto; mentre nell’altro, Bruce Springsteen (Working On A Dream) è vera e propria delusione, ahimè!

Direi che è tutto. Speriamo che il duemiladieci sia un altro anno pieno di meravigliosa musica da scoprire!